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SBULLONIAMOCI

PER STARE BENE A SCUOLA

Protocollo anti-bullismo

Introduzione

Il personale docente e ATA della nostra scuola condanna severamente ogni atto di bullismo, in quanto lo ritiene deprecabile e inaccettabile.

Tutti gli alunni hanno il diritto ad un sicuro ambiente di apprendimento e il dovere di imparare ad accettare e rispettare le differenze di cultura e di personalità.

La scuola ha il dovere di creare e mantenere un ambiente sano e sereno nelle classi, per facilitare lo studio e la crescita personale. Insieme con i genitori abbiamo l’obbligo di aiutare gli alunni a diventare adulti responsabili, in grado di partecipare in modo positivo alla nostra società.

Le classi e le amicizie sono le prime piccole “società” nelle quali gli alunni possono fare le loro esperienze e crescere. Purtroppo, ciò risulta particolarmente difficile quando c’è un ambiente negativo e una dinamica di bullismo. Per lottare contro il bullismo la commissione Sbulloniamoci ha deciso di predisporre un protocollo su due livelli:

  1. Prevenzione
  2. Procedura di intervento.

Questo documento descrive su entrambi i livelli le varie misure e attività stabilite per l’anno scolastico 2018 – 2019 . Le misure e le attività verranno valutate alla fine dell’anno scolastico, dopo di che, verranno definite, con le opportune modifiche, quelle per l’anno successivo.

Definizione

Prima di tutto bisogna distinguere il bullismo dai semplici giochi o ragazzate; le principali caratteristiche del fenomeno sono le seguenti:

-PIANIFICAZIONE: il bullismo è un comportamento aggressivo pianificato. Il bullo sceglie attentamente la vittima tra i compagni più timidi e isolati per ridurre il rischio di possibili ritorsioni e aspetta che la supervisione dell’adulto sia ridotta.

-POTERE: il bullo è più forte della vittima, non sempre per forza in termini fisici, ma anche sul piano sociale; il bullo ha un gruppo di amici-complici con cui agisce, mentre la vittima è sola, vulnerabile e incapace di difendersi.

-RIGIDITA’: i ruoli di bullo e vittima sono rigidamente assegnati.

-GRUPPO: il bullo da solo, ha scarso potere; ne acquista molto di più se viene sostenuto da un gruppo.

-PAURA: sia la vittima che i compagni che assistono agli episodi di bullismo hanno paura, temono che parlando di questi episodi all’adulto la situazione possa solo peggiorare, andando incontro a possibili ritorsioni da parte del bullo. Meglio subire in silenzio sperando che tutto passi.

 Il bullismo, inoltre, può assumere forme differenti:

fisico: atti aggressivi diretti (dare calci, pugni, ecc.), danneggiamento delle cose altrui, furto intenzionale;

verbale: manifesto (deridere, umiliare, svalutare, criticare, accusare, ecc.) o nascosto (diffondere voci false e offensive su un compagno, provocazioni, ecc.) ,

relazionale: sociale (escludere il compagno dalle attività di gruppo, cyberbullismo, ecc.) o manipolativo (rompere i rapporti di amicizia di cui gode la vittima).

Negli ultimi anni, il cyber-bullismo è diventato più diffuso e utilizzato anche dai nostri alunni, i quali, sono utenti attivi delle tecnologie digitali. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che i ragazzi imparano velocemente copiando il comportamento dei loro genitori e compagni.

Gli alunni di oggi hanno ottime competenze tecniche, ma allo stesso tempo mancano ancora di pensiero riflessivo e critico sull’uso delle tecnologie digitali e di consapevolezza dei rischi del mondo digitale. Questo spazio on-line può facilmente diventare un luogo dove il bullismo inizia o è mantenuto.

La mediazione attiva degli adulti, quindi, permette l’integrazione di valori e lo sviluppo del pensiero critico e aumenta la consapevolezza sui possibili rischi, sulle sfide, come pure, sulle molteplici opportunità offerte dal mondo on-line.

Il bullismo danneggia tutte le persone coinvolte: le vittime, i bulli, gli spettatori passivi, i sostenitori, gli aiutanti, i difensori. Nei casi di bullismo strutturale e di lunga durata, i ruoli e le posizioni nell’interazione possono cambiare. I bulli diventano vittime, i sostenitori o gli aiutanti possono diventare bulli, vittime, ecc. Le posizioni lasciate libere possono essere prese da nuove persone.

Questa interazione è malsana per tutti, e tutti sono, in un certo modo, responsabili . Il problema nella lotta contro il bullismo è che gli atti di solito avvengono di nascosto e lontano dagli occhi degli adulti (genitori, docenti, personale della scuola...). Inoltre tutti i soggetti coinvolti si vergognano della situazione, quindi non ne parlano facilmente, né a casa, né a scuola. Perciò ci vuole una particolare attenzione da parte degli adulti nei confronti del fenomeno e una stretta collaborazione tra scuola e genitori accompagnata da un’applicazione di regole di comportamento per tutte le classi.

  1. Prevenzione

Molte esperienze in scuole straniere hanno sottolineato l’importanza di un approccio integrato per combattere il fenomeno delle prepotenze nell’ambito scolastico. È emerso che a scuola una politica di antibullismo rappresenta la strategia con maggiori probabilità di successo.

Il protocollo Sbulloniamoci è da intendersi come una dichiarazione di intenti che guidi l’azione e l’organizzazione all’interno della scuola, l’esplicitazione di una serie di obiettivi concordati che diano agli alunni, al personale e ai genitori un’indicazione e una dimostrazione tangibile dell’impegno della scuola a fare qualcosa contro i comportamenti bullistici.

Per permettere l’attuazione del protocollo, la scuola mette in atto procedure concrete volte a prevenire e a trattare tali comportamenti ogniqualvolta si manifestino.

Alla luce di quanto detto, un programma di intervento efficace deve quindi avere come prerequisiti iniziali l’intento di ridurre e possibilmente estinguere i problemi relativi al bullismo, unitamente alla volontà di prevenire l’insorgenza di nuovi. Di conseguenza, diventa importante promuovere il miglioramento delle relazioni tra i coetanei e dell’intero clima scolastico. Per realizzare questi obiettivi è dapprima necessario conoscere più da vicino il fenomeno del bullismo che si presenta nella nostra scuola e coinvolgere il personale scolastico per cambiare la situazione.

L’intervento può essere svolto su più livelli:

SCUOLA: le misure adottate mirano a sviluppare atteggiamenti e creare condizioni che attenuino l’entità del fenomeno e prevengano lo sviluppo di nuovi problemi: potrebbe essere utile l’elaborazione di un questionario, una giornata dedicata al dibattito sul problema del bullismo, una supervisione più attenta nell’intervallo e nell’orario di mensa, incontri tra insegnanti e genitori, gruppi di lavoro fra insegnanti per lo sviluppo di un buon clima scolastico...

CLASSE: gli obiettivi sono gli stessi che caratterizzano l’intervento a livello di scuola, ma le attività possono eventualmente essere personalizzate: regole sul bullismo, incontri di classe fra insegnanti, genitori e alunni, attività positive comuni...

INDIVIDUO: l’obiettivo è in questo caso: cambiare sia il comportamento degli studenti identificati come vittime, sia di quelli identificati come bulli: colloqui individuali, colloqui con i genitori degli studenti coinvolti, eventuale discussione anche con gli astanti, sanzioni disciplinari.

Fondamentale per combattere il bullismo a scuola è il rispetto del regolamento interno nonché dei valori sottoscritti dalle Scuole Europee e precisamente :

- il mutuo rispetto tra tutti i membri della comunità scolastica e il rispetto per gli oggetti di proprietà degli altri (inclusi i locali scolastici),

- la responsabilità di ognuno per le proprie azioni,

- il senso di comunità.

La commissione Sbulloniamoci ha scelto i seguenti interventi preventivi per l’anno scolastico 2018 – 2019:

  1. progetti di educazione all’affettività e all’empatia.
  2. Indagine sul tipo di bullismo tramite un questionario sottoposto agli insegnanti e agli alunni delle classi interessate.
  3. Serata rivolta a genitori e insegnanti con le seguenti tematiche:
  • RELAZIONE INSEGNANTI-GENITORI, QUALI POTENZIALITA’ EDUCATIVE?
  • UNA PROPOSTA DI CRESCITA
  1. Corso serale per essere “Genitori Efficaci".
  2. Sensibilizzazione ed invito rivolto all’Amministrazione Comunale affinché lo stesso si possa dichiarare “Comune libero dalla violenza e dall’odio nei social-media”
  3. Concorso artistico rivolto ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado per la creazione di un logo che esprima l’intento relativo al punto 5.
  1. Procedura di intervento

Gli interventi possibili sono:

  1. Segnalazione iniziale mediante modulo predisposto da consegnare alla commissione. A tal proposito sarà individuato un referente per ogni ordine di scuola.

Tale strumento potrà essere usato da: genitori, insegnanti, personale ATA, alunni.

  1. Dopo aver ricevuto la segnalazione, la commissione provvederà a raccogliere informazioni, verificare e valutare il problema anche attraverso colloqui individuali e/o con gli alunni coinvolti. Potranno essere utili interventi/discussione in classe. Si valuterà, a seconda del caso, la possibilità di informare e coinvolgere la famiglia. Per responsabilizzare gli alunni si stabiliranno regole di comportamento in classe. Si potrà usare “ Sputa il rospo”, lo sportello d’ascolto con la psicologa.
  1. Sanzioni. Le sanzioni disciplinari potranno essere di diverso tipo a seconda del caso, discusse e condivise nei consigli di classe:

- Confronto e scuse con la vittima e/o lettera di scuse da parte del bullo.

- Lettera disciplinare ai genitori.

- Trasferimento in un’altra classe per un tempo concordato.

- Sospensione dalla ricreazione.

- Sospensione con obbligo di frequenza per lavori di pulizia e/o socialmente utili a scuola.

  1. Valutazione

Se il problema è risolto: rimanere attenti

Se la situazione continua: proseguire con gli interventi

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